La vetrina e il vuoto Siamo ancora capaci di integrare una generazione? Scrive Volpi
Le vetrine infrante e i negozi saccheggiati a Milano sono al centro di una riflessione sulle violenze avvenute in città e sulla capacità di integrare una generazione. L’autore racconta di aver provato disagio davanti alle immagini, oltre all’indignazione, e condanna senza esitazioni i danni e la prepotenza esercitata sulla città. Il testo si apre con una domanda: «Siamo ancora capaci di integrare una generazione?». Non vengono forniti dettagli sui responsabili degli episodi né sulle circostanze in cui sono avvenuti.
Guardo le immagini delle violenze di Milano e provo un disagio che non si esaurisce nell’indignazione. Le vetrine infrante, i negozi saccheggiati, la prepotenza esercitata su una città meritano una condanna senza esitazioni. Ma dopo aver condannato resta una domanda: abbiamo capito che cosa stiamo guardando? Non so quanto la parola “protesta” riesca a spiegare quelle immagini. Una manifestazione può avere una motivazione politica e raccogliere, al proprio interno o intorno a sé, comportamenti che di quella motivazione conservano pochissimo. Non basta trovarsi nella stessa piazza per condividere una ragione. E non basta rompere qualcosa per esprimere una ribellione. 🔗 Leggi su Formiche.net

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