La nipote di Fakir | Mio zio era un uomo vulnerabile Le frasi dei poliziotti sono state uno choc Le scuse? Non so che farmene

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La nipote di Abderrahim Fakir, morto a 42 anni il 19 luglio a Bologna durante una manovra di contenimento della polizia, ha definito lo zio «un uomo vulnerabile». Yossra Fakir ha detto che le frasi pronunciate dagli agenti sono state «uno choc» e che non sa che farsene delle scuse. L’uomo era in forte stato di agitazione; in seguito si è scoperto che aveva assunto cocaina.

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Yossra Fakir è la nipote di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto a Bologna il 19 luglio durante una manovra di contenimento da parte della polizia, mentre era in forte stato di agitazione (anche per la cocaina assunta si scoprirà poi). Nei giorni scorsi sono state diffuse alcune frasi (“è schiattato?”, “non me ne frega un c.”) pronunciate da uno dei due poliziotti e registrate dalla sua bodycam. Gli agenti sono annotati (non indagati) insieme a quattro soccorritori della Croce Rossa nel fascicolo per omicidio colposo. Yossra, come avete saputo di quelle frasi?«Tramite il nostro avvocato, Fabio Anselmo. Per tutti noi è stato uno choc. Siamo profondamente provati, ma soprattutto arrabbiati e delusi. 🔗 Leggi su Corrieredibologna.corriere.it

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La nipote di Fakir: Mio zio non era un numero o una notizia, era una persona amata

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