Il calice amaranto | Cavelo! dalla tribuna Ma Pattarello non è il problema
Durante una partita di calcio, dalla tribuna è stato gridato «Cavelo!», espressione aretina che significa «Toglilo!». Il testo riferisce che l’invocazione è stata rivolta a un giocatore, ma precisa che Pattarello non è il problema. Non vengono forniti altri dettagli sull’episodio, né indicazioni su chi abbia pronunciato la frase o sul momento esatto della partita. L’articolo descrive il grido come un’invocazione ripetuta e fastidiosa, paragonandone l’effetto a quello di un gol subito al novantesimo minuto.
Ci sono invocazioni che, a forza di sentirle, diventano più fastidiose di un gol preso al novantesimo. Dalla tribuna, durante Arezzo-Ascoli, qualcuno ha gridato «Cavelo!», che in aretino significa «Toglilo!». Una sentenza sbrigativa, come se bastasse una parola per risolvere una partita. E allora diciamolo: il «cavelo» è anche il «cavolo»! Ma invocare una sostituzione non significa aver capito la partita, e tanto meno suggerire una scelta migliore. Il vero tifoso può infervorarsi, arrabbiarsi, abbattersi, patire, trepidare e finalmente gioire. Questo è il bello e il brutto del tifo. Ma quando si comincia a trasformare ogni scelta tecnica in un processo e ogni giocatore in un imputato, allora qualcosa non torna. 🔗 Leggi su Lortica.it

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