Hype mondiale crollo in patria | le due facce dell’automotive cinese
Le esportazioni di auto cinesi crescono mentre il mercato interno rallenta, spingendo i produttori a puntare sui mercati esteri. Il testo descrive due andamenti opposti per l’automotive del Paese: da una parte l’interesse internazionale per le vetture cinesi, dall’altra la difficoltà delle vendite in patria. Il dato citato come indicativo di questa situazione è però incompleto: il testo si interrompe dopo «15.» e non specifica a quale misura o periodo si riferisca.
C’è un numero che spiega alla perfezione cosa sta succedendo al mercato automobilistico cinese e perché le grandi aziende del Dragone sono molto impegnate a esportare le loro vetture all’estero: 15.000 yuan, pari a circa 2.500 euro. È questo il divario esistente tra l’utile netto medio per veicolo venduto in Cina, pari a circa 5.000 yuan, e quello potenzialmente raggiungibile sui mercati internazionali, dove può arrivare a 20.000 yuan. Cosa significa? Semplice: che ai colossi di Pechino conviene molto più vendere automobili in Europa che non in patria. Non a caso, le stime della China Passenger Car Association parlano di 12 milioni di unità consegnate oltre confine entro la fine del 2026, in aumento del 44% rispetto alle 8,3 milioni del 2025 e del 20% sulle precedenti proiezioni di 10 milioni di veicoli. 🔗 Leggi su It.insideover.com

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