Truffa dei bitcoin torna in libertà l' hacker vicentino Gabriele Pegoraro mente dell' organizzazione
Il tribunale del riesame ha annullato l’ordinanza che disponeva gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per un ingegnere cinquantenne, coinvolto in un’inchiesta su una truffa legata ai bitcoin. L’uomo è quindi tornato in libertà. La decisione riguarda la misura cautelare disposta nei suoi confronti; il testo non riferisce altri provvedimenti né ulteriori dettagli sulle ragioni dell’annullamento.
È tornato in libertà l’hacker vicentino Gabriele Edmondo Pegoraro. Il tribunale del riesame di Trento ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, che prevedeva anche l'applicazione del braccialetto elettronico, all'ingegnere di 50 anni. L'inchiesta, condotta dalla guardia di finanza e coordinata dalla procura trentina, era scattata in seguito alle denunce presentate nel 2024 da diversi investitori. Al centro delle contestazioni c'era il progetto di criptovalute denominato "Hashburst". Secondo la tesi dell’accusa l'organizzazione guidata da Pegoraro, insieme ad altri soggetti, avrebbe incassato circa 5 milioni di euro vendendo dei super computer che dovevano generare Bitcoin grazie a una serie di presunti brevetti esclusivi ideati dallo stesso cinquantenne. 🔗 Leggi su Corrieredelveneto.corriere.it

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