Querele bavaglio Il Fatto Alimentare vince in appello e stavolta incassa | ma per i giudici chiedere 1,5 milioni e perdere non è abuso
La Corte d’appello di Venezia ha respinto l’impugnazione presentata da un’azienda contro una testata giornalistica, che ha così vinto anche in appello. A differenza del primo grado, questa volta chi ha perso la causa dovrà pagare le spese legali. I giudici, però, non hanno considerato un abuso aver chiesto un risarcimento di 1,5 milioni di euro, nonostante la richiesta sia stata respinta.
Stavolta il conto lo paga chi ha fatto causa. La Corte d’appello di Venezia ha respinto l’impugnazione di Acqua Minerale San Benedetto contro Il Fatto Alimentare e ha confermato che quella testata non ha diffamato nessuno scrivendo, nel 2022, che uno spot con Elisabetta Canalis poteva suggerire che una bottiglietta d’acqua compensasse la colazione saltata. Quarta sconfitta per l’azienda in quattro anni, dopo due procedimenti d’urgenza e il primo grado. Altre due le aveva rimediate nella causa parallela contro l’account Instagram Aestetica Sovietica, che della stessa pubblicità si era occupato. Una precisazione necessaria, perché l’omonimia inganna: Il Fatto Alimentare non ha alcun rapporto con il Fatto Quotidiano, né societario né redazionale. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

Notizie e thread social correlati
Liberali al Como, l’enfant prodige a soli 6 milioni. Il Milan ne incassa 3 (quanti gliene ha fatti perdere Ibrahimovic?)Mattia Liberali, 19 anni, trasferisce dal Catanzaro al Como dopo aver disputato una stagione in Serie B.
Le Iene assolte in Appello dall’accusa di aver diffamato Stefania Cappa nel 2022, ma ci sono altre cinque quereleLa Corte d’Appello ha assolto il programma televisivo dall’accusa di diffamazione aggravata per un servizio del 2022 nei confronti di una donna.