Perché alzare il secondo scaglione Irpef a 55mila euro non significa alleviare il carico fiscale sul ceto medio
L’ipotesi di alzare a 55mila euro il limite del secondo scaglione Irpef non equivale, di per sé, a una riduzione delle imposte per il ceto medio: il testo sostiene che la modifica non alleggerirebbe il carico fiscale. La legge di bilancio, aggiunge, non dispone delle risorse necessarie.
In quest’ultima legge di bilancio, anche se non ci sono i soldi, la generalessa Meloni e i suoi ufficiali di comando non hanno rinunciato alla crociata pluriennale contro un fisco equo e sostenibile, cioè la nostra Irpef. Stavolta il fronte bellico, fiscalmente parlando, è duplice, con l ’innalzamento a 55.000 euro del secondo scaglione dell’Irpef e a 100.000 euro del reddito degli autonomi in regime di privilegio fiscale. Oggi ci soffermiamo sul primo fronte, perché il secondo merita un esame a parte. La premier Meloni ha detto più volte di essere molto favorevole alla proposta, originariamente di Forza Italia, di alzare il tetto del secondo scaglione dell’Irpef che avrebbe dovuto arrivare ai 60. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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