Il 30 ottobre scioperano anche i portuali di tutto il mondo contro il traffico di armi | Scali al servizio dei popoli non basi per la guerra
Il 30 ottobre i portuali di diversi Paesi scioperano contro il traffico di armi. Bandiere, megafoni e striscioni sono comparsi sulle banchine dei porti di Copenhagen, Melbourne, Casablanca, San Francisco e Mumbai. «Scali al servizio dei popoli, non basi per la guerra» è lo slogan della protesta.
Bandiere, megafoni e striscioni sulle banchine del porto di Copenhagen. Come su quelle degli scali di Melbourne, Casablanca, San Francisco e nello scalo indiano di Mumbai. Il 30 ottobre i portuali si fermano in tutto il mondo contro il traffico di armi. Per ribadire che non lavorano per la guerra. Una giornata di mobilitazione internazionale lanciata da oltre 25 sindacati, che coinvolgerà 22 Paesi, distribuiti in cinque continenti. In tutto, 113 porti, tra i quali quelli italiani di Ancona, Civitavecchia, Genoa, Gioia Tauro, Carrara, Livorno, Bari, Ravenna e Trieste. “Una potente espressione di coordinamento internazionalista e di classe contro lo sfruttamento, l’aggressione imperialista e la guerra”, secondo i promotori della protesta internazionale. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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