Guerre e crisi affossano il Paese In cinque anni persi 296 miliardi
Le imprese artigiane potranno aumentare fino al 20% il numero dei dipendenti senza perdere la qualifica. La misura comporta un costo stimato per la finanza pubblica di 202 milioni di euro nell’arco di dieci anni.
La possibilità di aumentare fino al +20% il numero dei dipendenti mantenendo la qualifica di imprese artigiane, ed un costo per la finanza pubblica stimato in 202 milioni in 10 anni. La riforma dell’artigianato, approdata ieri in Consiglio dei Ministri, è un decreto legislativo che modifica i limiti che erano previsti nella legge quadro del 1985. L’obiettivo è quello di consentire una crescita dimensionale e occupazionale delle imprese artigiane, o di gestire fasi delicate nella vita delle imprese come i passaggi generazionali, senza perdere lo status di impresa artigiana. La parte che va inserita in manovra, perché necessita di coperture, prevede un costo in termini di ‘minori entrate contributive al netto degli effetti fiscali’ che si limita a 12 milioni nel 2027, 20,2 milioni nel 2028, un totale di 202,9 milioni nei 10 anni 2027-2036. 🔗 Leggi su Lanotiziagiornale.it

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