Così i clan bucavano i controlli prestanome e catene di società E le interdittive arrivavano dopo
Quando una società finiva sotto i controlli antimafia, veniva lasciata formalmente attiva ma privata di dipendenti e contratti. Nel frattempo, ne venivano aperte altre, intestate a prestanome o a familiari, così da proseguire le attività attraverso imprese apparentemente pulite. Le persone indicate come titolari erano spesso semplici dipendenti. Il testo descrive una sequenza di società usate per aggirare i controlli, mentre le interdittive arrivavano in un secondo momento.
Non appena una società cadeva nella rete dei controlli antimafia, lo schema era banalmente sempre lo stesso: lasciarla lì, immobile sotto i riflettori, vuotandola di dipendenti e contratti, e intanto aprirne di nuove, formalmente pulite, intestandole a teste di legno o prestanome, quasi sempre semplici dipendenti o addirittura loro familiari. Dicesi maquillage, trucco e parrucco a beneficio di reputazione, o white list, poi per i contratti – rigorosamente in subappalto – non ci sarebbe stato problema. È così, sgusciando tra un’interdittiva e l’altra nel ventre del cantiere più grande d’Europa, che le ditte dei clan hanno continuato a fare... 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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