Armi dall’Italia a Israele Salvini dice che il suo ministero non serve a niente | Non può controllare Poi attacca il cronista del Fattoit
Il ministro dei Trasporti ha detto che il suo dicastero non può controllare le armi in partenza dai porti italiani. Alla domanda di un cronista sulla possibilità di verificare le spedizioni dirette in Israele, ha risposto: «No, punto. A posto?». La replica è stata rivolta a un giornalista di una testata online, che aveva chiesto chiarimenti sul ruolo del ministero nei controlli sui carichi.
Il ministero dei Trasporti non può controllare le armi che partono dai porti italiani? “ No, punto. A posto?”. Così Matteo Salvini risponde a ilfattoquotidiano.it a margine di un incontro sulla logistica a Genova. Dopo aver eluso la domanda su quali verifiche abbia disposto sui traffici verso Israele, quando gli si chiede se sia favorevole all’invio di armi, attacca il cronista: “Se ci sono domande diverse e più intelligenti rispondo volentieri”. Inutile ricordare al leader leghista che la legge 185 del 1990 vieta anche il transito di armamenti verso Paesi in guerra in violazione delle norme internazionali e che le Autorità portuali sono sottoposte alla vigilanza del suo ministero. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it
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