Siher non ha incitato alla violenza ma alla disobbedienza civile ecco cosa scriveva sui social e perché è stato scarcerato
La libertà d’espressione può essere limitata solo quando è in gioco la tutela di altri beni, tra cui la sicurezza pubblica. È il principio richiamato nel provvedimento con cui è stato scarcerato un uomo accusato di aver incitato alla violenza. Secondo quanto riportato, i suoi messaggi sui social invitavano invece alla disobbedienza civile. La decisione richiama la necessità di distinguere tra l’espressione di idee e un incitamento che possa mettere a rischio la sicurezza pubblica. Nel testo non sono riportati i contenuti specifici dei post né ulteriori dettagli sul procedimento.
Si può limitare la libertà d’espressione, sancita dalla Costituzione, solo quando «è effettivamente in gioco la tutela di altri beni», come quello "della sicurezza pubblica". E c'è istigazione a delinquere solo quando le parole sono «concretamente» idonee a «provocare la commissione» di reati. Non è il caso, però, di Youssef Siher, il quale con i suoi messaggi non ha mai incitato alla violenza, ma anzi, pur usando «toni aspri ed espressioni volgari», voleva portare avanti forme di protesta «pacifiche» contro il governo o «evocare azioni di "disobbedienza civile"». Cita giurisprudenza, come una sentenza della Corte Costituzionale del... 🔗 Leggi su Gazzettadelsud.it

Siher è libero, la gip: Non ha incitato alla violenza
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