La colonizzazione inversa della Cina sull’Occidente fa paura Nel saggio China Town il gigantismo cinese che dopo il dominio di porti e terre rare diventa alternativa all’ordine liberale occidentale
Il saggio *China Town* descrive la Cina come un’alternativa all’ordine liberale occidentale, dopo l’espansione del suo controllo su porti e terre rare. L’autore definisce questo processo «colonizzazione inversa» e sostiene che dovrebbe essere studiato nelle università con urgenza.
Si chiama “ colonizzazione inversa” e sarebbe ora che venisse studiata negli atenei con l’urgenza di un aggiornamento geopolitico e storico non più procrastinabile. A leggere China Town di Sofia Cecinini ( Compagnia editoriale Aliberti ), e ancora di più il suo sottotitolo “come l’Occidente rischia di diventare una provincia della Cina”, c’è di che riaggiornare manuali di relazioni internazionali e calendari dei centri sociali sul tema del “neocolonialismo”. Difficile in effetti eguagliare il gigantismo espansionista e le capacità di sibillina persuasione cinese in termini di colonizzazione economica-finanziaria e culturale-politico non più solo verso il cosiddetto “terzo mondo”, ma soprattutto verso quell’Occidente che fino alla fine del secolo scorso vinceva il premio come colonizzatore brutto e cattivo per antonomasia. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it
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