Concessioni balneari il Tar boccia gli aumenti I gestori delle spiagge rivogliono i soldi | In ballo 3 milioni di euro per la costa del Veneto
Il Tar ha annullato gli aumenti dei canoni demaniali marittimi, aprendo la strada alle richieste di rimborso dei gestori degli stabilimenti balneari. Per la costa veneta, secondo quanto riferito dai concessionari, la somma in ballo è di circa 3 milioni di euro. La decisione arriva mentre le concessioni sono già interessate dalle incertezze legate alla direttiva Bolkestein e alle procedure per la loro assegnazione. I gestori chiedono quindi la restituzione delle somme versate in più dopo gli aumenti dei canoni.
Nuova tegola sui canoni demaniali marittimi, già al centro delle incertezze legate alla direttiva Bolkestein e alle procedure di assegnazione delle concessioni. Il Tar del Lazio ha annullato l’aumento del 25,5% applicato nel 2025 ai canoni delle concessioni balneari, aprendo la strada alle richieste di rimborso o compensazione da parte dei gestori. Per la costa veneta la partita, secondo quanto stimato dal Sindacato italiano balneare (Sib) - Confcommercio, vale tra i 2,5 e i 3 milioni di euro. I Comuni, chiamati a riscuotere le somme per conto dello Stato, contestano invece un’attività che considerano un’ulteriore incombenza burocratica. Non solo, Jesolo chiede di trattenere l’extragettito ottenuto con l’assegnazione delle nuove concessioni balneari. 🔗 Leggi su Corrieredelveneto.corriere.it

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