Abderrahim Fakir le scuse di uno degli agenti dopo le frasi shock | Inaccettabili

Notizia in breve

«Voglio scusarmi con la famiglia di Abderrahim Fakir e con il mio corpo di appartenenza per le frasi inaccettabili che ho pronunciato». Le scuse sono arrivate da uno degli agenti intervenuti durante il fermo in cui Fakir è morto, il 19 luglio in via Svevo, a Bologna. La dichiarazione è stata resa il giorno dopo il deposito della perizia sulla morte dell’uomo. L’agente ha definito inaccettabili le parole pronunciate e ha rivolto le proprie scuse sia ai familiari di Fakir sia al corpo di appartenenza.

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«Voglio scusarmi con la famiglia di Abderrahim Fakir e con il mio corpo di appartenenza per le frasi inaccettabili che ho pronunciato». All’indomani del deposito della perizia sulla morte di Fakir, avvenuta lo scorso 19 luglio in via Svevo, a Bologna, durante un fermo della polizia, arrivano le scuse di uno degli agenti intervenuti quel giorno. Lo riporta l’Ansa. Il riferimento è alle frasi shock pronunciate dai poliziotti in quell’occasione, registrate dalla bodycam e trascritte agli atti, tra cui «Se schiatta ci divertiamo», «È schiattato ah» e «Ca*** me ne frega a me». Per Gabriele Bordoni, avvocato difensore dell’agente, quelle frasi sarebbero state «frutto della concitazione, della stanchezza e della grande emozione per quello che aveva vissuto, trattandosi di un ragazzo molto giovane. 🔗 Leggi su Open.online

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