Jannik Sinner | Vorrei cancellare ciò che ho provato il giorno in cui sono andato via di casa Lo strazio di quando a 13 anni e mezzo ho salutato mio padre perché le nostre strade si separavano
A 13 anni e mezzo ha lasciato casa salutando il padre: Jannik Sinner ricorda lo strazio di quel momento e dice che vorrebbe cancellare ciò che ha provato. Parlando degli infortuni, racconta di aver lavorato in palestra, in campo e con i fisioterapisti. «Pazienza è la parola giusta per questo periodo», afferma, aggiungendo che quando il corpo dice stop bisogna accettarlo e seguire i consigli degli specialisti.
«Ho sempre lavorato molto sia in palestra che in campo e con i fisioterapisti. Pazienza è la parola giusta per questo periodo. Il corpo è l’unico avversario che non puoi battere, quando ti dice stop devi accettarlo e seguire i consigli degli specialisti» racconta ricordando che gli infortuni fanno parte dello sport. «,Serve avere una visione a lungo termine, non c’è solo l’oggi, si semina ora, ma il raccolto ha altri tempi. E la differenza la fa sempre il lavoro, la preparazione che fai, non la fortuna. Quella aiuta a vincere un punto, non la partita». Della mamma dice che è migliorata, non si allontana più dalle tribune quando lui gioca. Del papà ricorda un momento preciso che è la giornata della sua vita che non vorrebbe rivivere più. 🔗 Leggi su Vanityfair.it
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Jannik Sinner dopo Wimbledon vince anche con il golf -
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