Faust Il circo visionario | sfrenato ma rigoroso
Il “Faust” di Gounod chiude la stagione scaligera con uno spettacolo che unisce musica e regia in una messinscena visionaria, descritta come sfrenata ma rigorosa. La produzione è indicata come la migliore della stagione nel complesso delle sue componenti musicali e registiche. L’opera, ispirata alla vicenda di Faust, è presentata come il finale della stagione del teatro.
Difficile immaginare conclusione migliore della stagione scaligera: il Faust di Gounod ne è difatti lo spettacolo di gran lunga più bello nell’insieme delle sue componenti musicale e registica. Daniele Rustioni, innanzitutto. Un’orchestra morbidissima ma senza che la sofficità pregiudichi la tensione drammatica, mantenuta costante lungo le molteplici e assai diverse tappe narrative; trasparenza nell’articolarsi dei piani sonori, anche laddove ci sono situazioni foniche scabrose, come i cori fuori scena o l’organo interno che, nella stupenda scena della chiesa, in pratica duetta col coro creando un’atmosfera allo stesso tempo lugubre, grandiosa, ipnotica. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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