Proteste in Italia i dubbi dei penalisti | La repressione non è la strada giusta
I penalisti hanno criticato le misure adottate dopo le manifestazioni svolte in diverse città italiane, parlando di una volontà di aumentare la risposta repressiva. Nelle 24 ore successive alle proteste sono stati fermati quasi 400 manifestanti, tra cui circa cento minorenni, ed eseguite 250 perquisizioni. Sono stati inoltre disposti arresti e presentate denunce. La presa di posizione dei penalisti riguarda gli interventi delle forze dell’ordine e della magistratura legati alle manifestazioni.
I quasi 400 fermi, tra cui un centinaio di minorenni, le 250 perquisizioni in 24 ore, gli arresti e le denunce per le manifestazioni nelle varie città italiane spingono i penalisti a parlare di "volontà di innalzare il livello della risposta repressiva". "Non credo che sia la strada giusta da seguire sia sotto il profilo della risposta giudiziaria sia sotto quello della introduzione di nuove norme che entrano in tensione con principi costituzionali della determinatezza e della personalità della responsabilità penale", sottolinea Francesco Petrelli, presidente dell'Unione Camere Penali Italiane, che evidenzia: "La risposta ai fenomeni devianti deve essere proporzionata e in questo caso vediamo che c'è piuttosto una risposta di tipo simbolica per mostrare la muscolarità della risposta da parte del governo". 🔗 Leggi su Tgcom24.mediaset.it
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