Il doppio mondo di Sagia La mediatrice culturale tra il Lario e l’attivismo
Sagia Hammoud lavora come mediatrice culturale e racconta il proprio ruolo nel mettere in relazione i minori con le persone e i servizi che li circondano. «Il mediatore è un ponte», dice, descrivendo una funzione di collegamento tra chi sta cercando di costruirsi una vita e chi può offrire aiuto. Nell’intervista parla del suo lavoro e del tentativo di favorire questi contatti. Il testo la presenta anche come attivista e colloca la sua attività tra il Lario e l’impegno sociale.
"Il mediatore è un ponte, un ruolo fondamentale tra il minore e tutto ciò che lo circonda". Sagia Hammoud mostra padronanza e professionalità mentre si fa intervistare per raccontare l’importanza del suo lavoro, e per cercare di aiutare a creare quei ponti tra chi sta cercando di costruirsi una vita e chi può garantirgli un aiuto. È il lavoro che ha scelto, mediatrice linguistico-interculturale, non soltanto occupandosi di minori stranieri non accompagnati, uno degli spaccati più fragili e difficili da gestire nell’emergenza sociale, ma anche di detenuti e altre difficoltà . Sagia Hammoud, 32 anni, parla quattro lingue, è nata e cresciuta a Como ma ha anche viaggiato a lungo, tra cui in Libano, il Paese d’origine della sua famiglia. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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