Erika Battaglin | A un' infermiera dissi che se avessi superato il cancro mi avrebbe visto pilota di un’auto da corsa Ho iniziato come navigatore poi sono passata al volante

Notizia in breve

«Se avessi superato il cancro, mi avresti vista al volante di un’auto da corsa», disse Erika Battaglin a un’infermiera. La sua passione per i rally è nata a Molvena, paese in provincia di Vicenza vicino a Bassano del Grappa, dove questa disciplina è molto praticata. Battaglin racconta di aver iniziato come navigatore, prima di passare al volante. Nel testo, la pilota ripercorre così il legame tra la promessa fatta durante la malattia e il suo percorso nelle corse automobilistiche.

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Come nasce la passione per i rally? «Io sono di Molvena, un paesino in provincia di Vicenza non lontano da Bassano del Grappa, località dove il rally è di casa. Quando ero piccola andavo a seguire qualche gara con i miei genitori, tifavo per Alessandro Battaglin che, nonostante abbia il mio stesso cognome, non è un parente. E mi sono innamorata di questo sport». A diciannove anni scopre di avere un cancro. «Mi sentivo stanca, avevo sempre sonno e dolore ad un punto della gola. A quel tempo frequentavo il terzo anno della scuola regionale di marketing. Prima mi fu diagnosticato un adenoma e mi operarono. Poi un tumore maligno, altra operazione». 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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