Il salario non basta I frontalieri chiedono più tempo welfare e maggiori tutele
Più tempo, welfare e tutele: sono le richieste dei lavoratori frontalieri emerse da un’indagine sul lavoro tra Italia e Svizzera. Il salario, secondo i risultati, non è più l’unico criterio nella scelta di un impiego oltreconfine. La ricerca ha coinvolto 1.000 lavoratori e ha raccolto le loro valutazioni sulle condizioni di lavoro e sulle esigenze legate alla vita quotidiana.
Il lavoro transfrontaliero tra Italia e Svizzera non è più riducibile soltanto alla ricerca di una busta paga più pesante. A dimostrarlo è l’indagine condotta su 1.542 lavoratori da OCST, CISL dei Laghi, CISL Sondrio e CISL Piemonte Orientale, con il coordinamento scientifico del centro studi BiblioLavoro. Il rapporto restituisce la fotografia di una realtà molto più complessa, radicata principalmente nelle province di Como e Varese con destinazione prevalente nel Canton Ticino, vissuta da una popolazione con percorsi professionali consolidati ed elevata scolarizzazione. Dall’analisi emerge un paradosso evidente: se il 73% del campione si dichiara soddisfatto della retribuzione nominale, quasi la metà (48,4%) denuncia una netta perdita di potere d’acquisto negli ultimi anni a fronte del rincaro del costo della vita. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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