Uccidere per turismo Ciccotti legge I cecchini del weekend
Il 30 marzo 1995, a Milano, un vento freddo attraversa le strade mentre, all’edicola di Porta Venezia, lo scrittore e giornalista Ezio Gavazzeni compra il «Corriere della Sera». La scena apre «I cecchini del weekend», letto da Ciccotti, un testo che richiama l’uccisione per turismo. L’incipit colloca il lettore in una giornata precisa e in un luogo della città, descrivendo il vento che passa «tra le case in cerca di qualcosa da portare via».
Quel 30 marzo del 1995, un forte e freddo vento corre “tra le case in cerca di qualcosa da portare via”. Siamo a Milano e, all’edicola di Porta Venezia, lo scrittore e giornalista Ezio Gavazzeni acquista una copia del Corriere della Sera. Un titolo in taglio basso attira la sua attenzione. “Vacanze in Bosnia tiro all’uomo compreso”. Il pezzo è firmato dall’attento Venanzio Postiglione, quindi credibile. Gavazzeni, da antico e curioso cronista, non ci dorme sopra. Inizia la sua ricerca sul caso dei “turisti” europei, tra cui diversi italiani, i quali, durante l’assedio di Sarajevo (1992-1996), a opera delle truppe serbo-bosniache, pagavano per andare sulle colline, quinte naturali della capitale bosniaca, a caccia di inermi cittadini. 🔗 Leggi su Formiche.net

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