Perché la politica pubblica del cinema non può fare a meno dei dati Scrive Prosperi
Non posso scrivere una cronaca basata su un testo che si interrompe dopo l’incipit: non contiene fatti sufficienti oltre al riferimento agli incontri istituzionali e di mercato sul cinema e l’audiovisivo previsti in autunno a Roma.
L’autunno romano del cinema e dell’audiovisivo si apre tradizionalmente all’insegna dei grandi incontri istituzionali e di mercato: mentre tra gli spazi dell’Auditorium Parco della Musica e Palazzo Barberini si intrecciano le proiezioni della Festa del Cinema di Roma e le negoziazioni internazionali del MIA (Mercato Internazionale Audiovisivo), la discussione politica sul futuro della filiera trova un punto d’appoggio fondamentale nell’analisi dei dati. Proprio in questo contesto ad alta densità di settore, la misurazione rigorosa dei flussi produttivi e dei comportamenti di consumo cessa di essere un esercizio per addetti ai lavori e diventa l’infrastruttura imprescindibile per qualsiasi forma di politica pubblica. 🔗 Leggi su Formiche.net

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