L’ultimo samurai del centro storico | la battaglia di Fabrizio Caliendo per il Kestè
Il gestore del Kestè, nel centro storico, rivendica un’attività di accoglienza culturale e presidio del territorio, distinguendola dai locali che vendono alcol a basso costo ai minorenni e diffondono musica ad alto volume in strada a qualsiasi ora.
Tempo di lettura: 5 minuti “ Noi facciamo accoglienza culturale e presidio del territorio. C’è una differenza abissale tra chi produce aggregazione artistica e chi svende alcol a basso costo ai minorenni e mette casse audio ad alto volume a qualsiasi ora in mezzo alla strada, alimentando il degrado. Ma le istituzioni continuano a non voler vedere”. La denuncia chiara, netta e che non ammette fraintendimenti è di Fabrizio Caliendo che, nel lontano 1997, a soli 22 anni, decideva di aprire il Kestè a Pozzuoli, in una città ancora segnata dal bradisismo. Nel 2002 decideva poi di aprire il Kestè in uno degli angoli più complessi e dimenticati del centro storico partenopeo. 🔗 Leggi su Anteprima24.it

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