L' ultimo atto della campagna elettorale in Serbia
La campagna elettorale in Serbia si è chiusa con accuse e appelli agli elettori. Un intervento ha proposto di scegliere «fra la Serbia e la mafia», mentre un altro ha accusato gli avversari di aver cercato di rovesciare lo Stato e ha dichiarato: «Non lo dimenticheremo».
“Vi proponiamo una scelta semplice: scegliete fra la Serbia e la mafia!”; “Non dimenticheremo che i nostri avversari hanno cercato di rovesciare lo stato”. E' la sera del 22 ottobre, l’ultimo giorno di campagna per le elezioni parlamentari prima del silenzio elettorale. La prima frase viene pronunciata a piazza Slavija nella città vecchia a sud del Danubio, dove si è ritrovata la lista degli studenti. La seconda nell’arena di Belgrado, a nord dei fiumi Danubio e Sava, da Aleksandar Vu?i?, il presidente uscente e candidato premier della lista Sns (partito riformista serbo). Ma non sono solo i fiumi a separare Sns e studenti: alle urne si sfidano due visioni antitetiche di Serbia, in una società divisa come non mai. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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