Chiesi a Tomba perché dopo gli sci non facesse altro Disse che aveva dedicato la vita allo sport e non voleva fare lo scemo in giro con cose che non gli competevano | così Gioele Dix
«Gli chiesi perché, dopo gli sci, non facesse altro. Mi rispose che aveva dedicato la vita allo sport e non voleva fare lo scemo con cose che non gli competevano». Gioele Dix racconta così un colloquio con Alberto Tomba nel suo nuovo spettacolo, “Arrivato a questo punto”, in tournée nei teatri italiani. Al centro della rappresentazione ci sono i ricordi e le parole, quelli lontani e quelli più recenti, e la difficoltà di conservarli quando diventano più labili.
Cosa resta quando i ricordi si fanno più labili? E come si fa a tenere stretti fatti e parole, quelli lontani come quelli di ieri? Se lo chiede Gioele Dix nel suo nuovo spettacolo, “Arrivato a questo punto”, in tournée nei teatri italiani. L’attore affronta con leggerezza un tema che leggero non è: la memoria e i suoi improvvisi vuoti. Il suo personaggio prova a rimettere insieme chi è partendo dal suono: musiche, voci, persino rumori di fondo che appartengono alla sua storia personale. Il percorso è fatto di slanci e inciampi. Si va da una barzelletta rimasta a metà ai racconti del padre, scampato all’Olocausto. Nel mezzo, voci umane ed effetti sonori si intrecciano, con sinfonie delicate che convivono con ronzii fastidiosi. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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