Camus contro i casseurs l’eterno ribellismo e le origini del mal francese
Albert Camus contrapponeva la responsabilità di impedire la distruzione del mondo all’idea che ogni generazione fosse destinata a rifarlo. La frase, riportata nel testo, definisce il compito della sua generazione come diverso da quello delle precedenti: non cambiare il mondo, ma evitare che venga distrutto. Il titolo richiama la sua posizione sui casseurs, l’eterno ribellismo e le origini del “mal francese”, senza fornire ulteriori dettagli su questi temi.
“Ogni generazione si crede destinata a rifare il mondo. La mia sa che non lo rifarà. Il suo compito è forse più grande: consiste nell’impedire che il mondo si distrugga”. Albert Camus, 10 dicembre 1957, discorso per l’assegnazione del premio Nobel. Jacqueries, sans-culottes, vandeistes, poujadiste, gauchiste (la rivolta dell’immaginazione al potere durata nel mitizzato maggio ‘68), casseurs, gilets jaunes, e adesso i rivoltosi in cerca d’autore. Quanti nomi per fenomeni e protagonisti diversi in epoche diverse, ma il calderone ribolle da secoli e a ritmi alterni butta fuori tutta la sua forza dirompente. I giovani che devastano Parigi e propagano il loro virus da Madrid a Milano sono i nuovi sanculotti? Molti lo sostengono. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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