Aggrappiamoci alla Scala
Dopo il fine settimana in cui Milano è stata descritta come «violentata e umiliata», la città si affida oggi alla Scala, indicata nel testo come una delle sue colonne sacre. Il riferimento è al fine settimana appena trascorso e alla giornata di oggi, presentata come la più temuta. La Scala diventa così il punto a cui aggrapparsi, mentre il racconto lega la città alle ferite dei giorni precedenti.
Dopo un fine settimana da dimenticare, quello scorso ovviamente, in cui è stata violentata e umiliata, e nel giorno più temuto, quello di oggi, Milano si aggrappa a una delle sue colonne sacre, la Scala. Manca un mese e mezzo al 7 dicembre, eppure già si respira clima da Prima. E la notizia che i biglietti siano andati già tutti esauriti, nonostante dei prezzi non proprio abbordabili (e tra l'altro in crescita rispetto all'anno scorso) conforta e un po' rischiara il clima plumbeo di queste ore. Dall'essere teatro di scontri e saccheggi al suo teatro: la cultura che diventa antidoto e, attraverso la Scala, identità e punto di riferimento. Anche scaramantico. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

Notizie e thread social correlati
Da Roma 32,68 milioni alla Fondazione Teatro alla ScalaIl ministero della Cultura ha trasferito 200 milioni di euro alle Fondazioni lirico-sinfoniche tramite il Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo.