Le mafie lucrano sulle crisi non sulle proteste
Esponenti del Governo e del Viminale hanno evocato il rischio di infiltrazioni mafiose nelle proteste degli autotrasportatori, una categoria descritta nel testo come stremata. L’articolo contesta questa lettura e sostiene che le mafie traggono profitto dalle crisi, non dalle proteste.
Negli ultimi giorni si è assistito all’ennesimo, prevedibile teatrino istituzionale. Di fronte alla disperazione di una categoria stremata, quella degli autotrasportatori, esponenti di primo piano del Governo e del Viminale hanno evocato il rischio d’infiltrazioni mafiose. Si sono richiamate le ombre dei clan dietro i tir fermi alle rotonde, convocati vertici d’urgenza e descritte le proteste come un possibile terreno di conquista per la criminalitĂ organizzata. A mio giudizio, trattare la rabbia sociale come una questione di ordine pubblico o di contiguitĂ mafiosa è un grave errore concettuale e analitico: rischia di fuorviare l’opinione pubblica e di distogliere l’attenzione dalle reali responsabilitĂ economiche e politiche. 🔗 Leggi su Lanotiziagiornale.it

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