I saccheggiatori dei negozi | Sfondavano a calci le vetrine Volevo sentirmi ancora vivo E un altro | Spinto dall’euforia
Tre persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’indagine sui saccheggi di negozi: due restano in carcere, mentre la terza è ai domiciliari con il braccialetto elettronico. Secondo le testimonianze riportate, le vetrine venivano sfondate a calci. Uno degli indagati ha detto di aver agito perché voleva «sentirsi ancora vivo»; un altro ha parlato di un gesto compiuto «spinto dall’euforia». Il testo disponibile si interrompe dopo l’annuncio delle misure e non fornisce altri dettagli sui fatti contestati.
di Anna Giorgi MILANO In due restano in carcere con custodia cautelare e un terzo va agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Sono le altre tre ordinanze depositate ieri mattina dalla gip Maria Idria Gurgo di Castelmenardo sulle posizioni di tre ragazzi maggiorenni accusati, a vario titolo, di devastazione, saccheggio, resistenza pluriaggravata e arrestati per gli scontri di domenica 18 ottobre. La stessa gip, due giorni fa, aveva deciso su altri due arrestati, ordinando un obbligo di firma e una misura dei domiciliari. Martedì, invece, un altro giudice aveva emesso quattro ordinanze in carcere e una ai domiciliari. Dai verbali... 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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