Gli scontri e il ruolo dei social Fake russe ora indaga la Ue E si muovono gli 007 italiani
Dopo le violenze di piazza, il governo ha cambiato in poche ore la risposta annunciata. Martedì mattina, secondo le indiscrezioni sul decreto sicurezza, si valutava di imporre ai social network l’obbligo di segnalare alla polizia i messaggi sospetti. Intanto l’Unione europea ha avviato un’indagine sulle presunte fake russe legate agli scontri e si sono attivati anche i servizi segreti italiani. La prima ipotesi di intervento, basata sugli hashtag, è stata quindi sostituita da una risposta che richiama il codice penale.
Prima gli hashtag, poi il codice penale. È cambiata in poche ore la risposta del governo alle violenze di piazza. Martedì mattina le indiscrezioni sul decreto sicurezza parlavano di un obbligo per i social di segnalare alla polizia messaggi sospetti. Nel testo approvato quella misura è scomparsa. C’è invece un nuovo reato, da quattro a dodici anni per chi organizza o promuove, anche online, i gruppi violenti descritti dalla norma. Non per chi rilancia un invito a manifestare. Resta però la domanda più difficile. Come riconoscere, nel rumore dei social, una minaccia vera? La Francia ne ha appena misurato la difficoltà. La Direction nationale du renseignement territorial (Dnrt), che monitora anche la rete web, aveva segnalato il rischio di saccheggi per il 17 ottobre, ma sottostimato la mobilitazione. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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Titolo chiaro e ben scritto di Milano Today [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*] reddit
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