Cristiano Caldironi dalle Tutine a ‘Il canto di Alina’ | Esprimermi senza perdere la mia identità
Durante le riprese di un film, Cristiano Caldironi teneva nello zaino una bolletta della luce scaduta. La usava per richiamare alla mente la propria quotidianità, tra lavatrici e faccende domestiche. Nel racconto dell’attore, quel gesto si lega al desiderio di esprimersi senza perdere la propria identità.
Durante le riprese di un film, Cristiano Caldironi teneva nello zaino una bolletta della luce. Era persino scaduta, ma non se ne separava. Gli bastava sfiorarla per tornare, almeno con il pensiero, alle lavatrici da fare, alle faccende domestiche, alla propria vita. Un piccolo espediente per ricordarsi chi fosse mentre trascorreva le giornate a interpretare qualcun altro. Perché, racconta, il mestiere dell’attore consiste anche in questo: prendere le proprie caratteristiche, mescolarle in maniera diversa e costruire un personaggio che abbia una vita autonoma. Senza smarrire completamente se stessi. Attore, autore e insegnante di recitazione, Cristiano Caldironi è al cinema con Il canto di Alina, nel quale interpreta Lorenzo, un tassista introverso che ha trasformato la propria automobile in un rifugio. 🔗 Leggi su Virgilio.it

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