Principini e ragazzi rabbiosi in piazza una generazione fatta di contraddizioni Con gli adulti distanti e impotenti
Nei giorni scorsi, prima degli scontri in piazza, il responsabile storico di una moschea aveva definito «strafottenti» i giovani di seconda generazione con origini migratorie. La vicenda si inserisce nel ritratto di una generazione descritta come attraversata da contraddizioni e rabbia, mentre gli adulti appaiono distanti e incapaci di intervenire. Il testo non fornisce dettagli sugli scontri né chiarisce a quali episodi si riferisca.
Nei giorni scorsi, prima degli scontri di piazza, Mohamed Saleh, capo storico della moschea di Bergamo, aveva definito «strafottenti» le seconde generazioni di migranti. Al netto di una dose di generalizzazione, una considerazione del genere, da una persona che è punto di riferimento da decenni per tante delle famiglie di quei ragazzi, deve far pensare. Non si tratta di catalogare come cattivi questi adolescenti che vediamo lanciare sassi, incendiare cassonetti, spaccare qualsiasi cosa. Per altro, a Bergamo rispetto a Milano le cose succedono sempre su una scala ridotta, come ridotta è fin qui la conta dei danni. Ma che tutto questo non possa essere consentito né giustificato in un Paese civile è tanto ovvio quanto giusto ricordarlo. 🔗 Leggi su Bergamo.corriere.it

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