La posta in gioco nelle piazze è più alta dei disordini Scrive Bonanni
Nelle piazze, sostiene Bonanni, la posta in gioco va oltre i disordini e i cassonetti incendiati. Il testo cita Parigi, Milano, Torino e Roma, dove la guerriglia urbana viene presentata da alcuni come un sussulto di coscienza civile. La democrazia, afferma, non si misura contando i cassonetti dati alle fiamme. Si tratta di una riflessione sulle proteste e sul modo in cui vengono interpretati gli episodi di violenza urbana.
La democrazia non si misura dal numero dei cassonetti incendiati. Eppure, da Parigi a Milano, da Torino a Roma, c’è chi scambia la guerriglia urbana per un sussulto di coscienza civile. Le vetrine infrante diventano un grido d’allarme, gli assalti alle forze dell’ordine protesta. È un abbaglio pericoloso: capire le ragioni del malessere non significa concedere impunità alla violenza. Il primo torto lo subiscono proprio i giovani. Studenti che chiedono una scuola migliore, pace e giustizia e futuro finiscono oscurati da minoranze organizzate, incappucciate, che si appropriano della piazza e ne stravolgono il messaggio. Parlano di libertà e intimidiscono. 🔗 Leggi su Formiche.net

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