Intervista ai SOL22 | Il tempo la pressione e la metamorfosi con Treminutietrenta e Perseverance
L’idea di “Treminutietrenta” è nata prima del titolo, da un aneddoto preciso, raccontano i SOL22. La durata convenzionale di una canzone diventa nel brano una sorta di ultimatum, legato alla sensazione che anche la vita debba riuscire a convincere in quel tempo. Nell’intervista, il gruppo collega così il titolo alla pressione di dover catturare l’attenzione in pochi minuti. La risposta, però, si interrompe prima di rivelare quale sia l’episodio da cui è partita l’idea.
Avete preso la durata convenzionale di una canzone e l’avete trasformata in una specie di ultimatum. È arrivato prima il titolo “Treminutietrenta” o l’idea che ormai anche la vita debba convincere in quel tempo? È arrivata decisamente prima l’idea, e ha un aneddoto molto preciso. Eravamo a Londra, per strada, mentre andavamo in studio di registrazione in estremo ritardo. Proprio in quel momento avevamo aperto un’email in cui alcuni “esperti del settore” ci facevano notare che i nostri brani erano troppo lunghi per le logiche attuali e che tre minuti e trenta doveva essere il limite massimo assoluto per sperare di funzionare. Lì ci è scattato qualcosa: ci siamo resi conto di come quella durata standard stesse diventando la metafora perfetta di una società in cui devi convincere, venderti e fare buona impressione nel minor tempo possibile. 🔗 Leggi su Atomheartmagazine.com

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