Alzheimer Zamboni UniMoRe | Nuove terapie ne rallentano la progressione
Nuovi farmaci possono rallentare la progressione dell’Alzheimer, rimuovendo la proteina che causa la malattia, soprattutto nelle fasi iniziali. Lo ha dichiarato un docente universitario, spiegando che oggi è possibile modificarne la traiettoria.
(Adnkronos) – “Oggi abbiamo la possibilità di modificarne la traiettoria” della malattia dell’Alzheimer, “attraverso farmaci che rimuovono la proteina che è causa della malattia, soprattutto nelle fasi iniziali. Non curiamo la patologia: questi pazienti non potranno guarire. Non sono farmaci in grado di restituire ciò che è andato perduto, ma rallentano la progressione e, su alcune persone selezionate, potrebbero portare dei benefici”. Lo ha detto Giovanna Zamboni, professoressa di Neurologia all’università di Modena e Reggio Emilia, intervenendo all’evento istituzionale ‘L’Alzheimer come sfida di sanità pubblica’, organizzato oggi a Roma su iniziativa dell’onorevole Annarita Patriarca alla Camera dei deputati. 🔗 Leggi su Periodicodaily.com
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