Violenze a Milano non per il pane ma per le griffe | il senso di impunità dei giovanissimi senza limiti

Notizia in breve

Le violenze e le devastazioni del fine settimana a Milano, Torino e Bologna hanno coinvolto gruppi di giovanissimi. Le proteste, secondo il testo, non riguardavano la mancanza di beni essenziali: al centro c’erano oggetti di marca e simboli di status sociale. L’episodio viene descritto come parte di una serie di disordini che hanno interessato le tre città, senza ulteriori dettagli sulle circostanze o sulle persone coinvolte.

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Se le violenze e le devastazioni di questo fine settimana a Milano, Torino e Bologna hanno coinvolto folle di giovanissimi, non dimentichiamo che “le battaglie non erano per il pane, ma per oggetti di marca e simboli di status sociale. Il tema allora è prendere ciò che si desidera, senza accettare le regole. Così la protesta diventa un’azione di trasgressione opportunistica, dove si agisce per ottenere un bene personale senza pagarlo “. A dirlo a LaSalute di LaPresse è Claudio Mencacci, psichiatra e presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia, analizzando quello che è stato ribattezzato dalla stampa il ‘sacco di Milano’. Un’esplosione di violenza e devastazione che “si inserisce in una logica di intolleranza ai limiti e di scarsa considerazione delle conseguenze. 🔗 Leggi su Lapresse.it

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