La sovranità dei droni si decide nei materiali L’analisi di Zuccalà
La sovranità europea nel settore dei droni passa anche dai materiali, un aspetto che riceve meno attenzione rispetto alla capacità produttiva, agli investimenti e alla rapidità di sviluppo. È il tema al centro di un’analisi firmata da Zuccalà, che richiama l’attenzione su ciò che determina l’affidabilità operativa dei velivoli. Nel dibattito europeo, infatti, il confronto si concentra soprattutto su quanto rapidamente si possano sviluppare e produrre i droni, mentre il ruolo dei materiali resta più in ombra.
Nel dibattito europeo sui droni si discute soprattutto di capacit à produttiva, investimenti e rapidit à di sviluppo. Molto meno di ci ò che ne determina l’affidabilit à operativa: i materiali. Un mezzo senza equipaggio che opera in mare, in montagna o nel deserto è esposto a condizioni capaci di comprometterne le prestazioni anche senza provocare danni strutturali. Una lente velata dalla salsedine, un contatto corroso o un pannello coperto di polvere sono sufficienti a interrompere una missione, con conseguenze sulla sicurezza e sui costi di gestione. La Commissione europea stima per il 2030 un mercato continentale dei droni da 14,5 miliardi di euro, con 145. 🔗 Leggi su Formiche.net

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