Così i devastatori votano nelle chat quali negozi assaltare e saccheggiare Nessuna idea politica solo teppismo e violenza
Giovanissimi si organizzano in gruppi Telegram e WhatsApp, anche da 200 o 300 persone, per discutere quali danni provocare, quali negozi assaltare e cosa rubare. Secondo il testo, sono tra i protagonisti degli scontri e dei danneggiamenti avvenuti nei giorni scorsi a Bologna e in altre città italiane. Le loro azioni vengono descritte come prive di una motivazione politica e legate a teppismo e violenza.
Tra i protagonisti degli scontri e dei danneggiamenti che nei giorni scorsi si sono visti a Bologna, oltre che in altre città italiane, ci sono «giovanissimi che si organizzano rapidamente attraverso gruppi Telegram e WhatsApp, anche in 200 o 300, discutendo di quali danni fare, quali negozi assaltare e cosa convenga di più rubare». Lo scrive sui social Giovanni Favia di «Uniti per Bologna», pubblicando anche uno degli screenshot «ricevuti da uno studente di un istituto tecnico bolognese. Verificati poi sul suo telefono»: l'immagine mostra una sorta di sondaggio con i nomi di diverse catene commerciali, con il quale i ragazzi «stanno votando quali negozi assalire nella prossima manifestazione», aggiunge il civico. 🔗 Leggi su Corrieredibologna.corriere.it

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