Il decano dei violinisti della Scala | Volevo il piano ma era ingombrante Devo tutto al consiglio di un bidello

Notizia in breve

Entrato nell’orchestra del Teatro alla Scala nel 1991, quando la direzione era affidata a un maestro, il violinista ricorda il debutto nell’opera “Adriana Lecouvreur”, diretta da un altro maestro e con una celebre soprano protagonista. Da bambino, racconta, avrebbe voluto suonare il pianoforte, ma lo strumento era troppo ingombrante. La scelta del violino arrivò dopo il consiglio di un bidello, a cui attribuisce il proprio percorso musicale. È considerato il decano dei violinisti dell’orchestra.

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Quando Andrea Pecolo è entrato a a far parte dell’ Orchestra del Teatro alla Scala era il 1991 e la direzione era affidata a Riccardo Muti. "La mia prima opera- ricorda il violinista - è stata “Adriana Lecouvreur“ con Gavazzeni e protagonista una strepitosa Mirella Freni". Non da meno anche il suo primo concerto al Piermarini: "Concerto per pianoforte e orchestra n° 1 op.15 di Brahms, diretto da Muti, al pianoforte Pollini. Un’esperienza sconvolgente, suonavamo sul vecchio palcoscenico, nel primo movimento il pianoforte scavava fino in fondo la partitura, sentivamo tremare i leggii". Questa sera, per la stagione della Filarmonica Pecolo è in organico, diretto da Riccardo Chailly, star della serata il violinista Augustin Hadelich al suo debutto al Piermarini. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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© Ilgiorno.it - Il decano dei violinisti della Scala: "Volevo il piano, ma era ingombrante. Devo tutto al consiglio di un bidello"
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