Le virtù non infinite della scrittura a mano e il paradosso degli umanisti
La scrittura a mano viene spesso presentata come un esercizio utile per allenare il cervello, ma le sue virtù non sono infinite. L’idea, descritta come meccanica, è che si scriva a mano per prepararsi a usare la tastiera e si leggano romanzi per imparare in seguito a navigare in Internet o a utilizzare l’intelligenza artificiale. Il testo accosta questa convinzione al paradosso degli umanisti.
Il cervello è un muscolo che per crescere va allenato? In questi giorni lo si sente ripetere spesso. L’idea di fondo è piuttosto meccanica: si scrive a mano per prepararsi a scrivere al computer, si leggono romanzi per imparare poi a usare Internet o l’ intelligenza artificiale. Gli esercizi di ieri, per la gara di oggi. La metafora piaceva anche a James Flynn, il cui nome è legato all’“effetto Flynn”: nel corso del Novecento i punteggi dei test di intelligenza sono cresciuti in modo costante, soprattutto nelle prove che misurano la capacità di ragionare in astratto. Possiamo confrontarli nel tempo perché alcune istituzioni, e soprattutto gli eserciti, hanno cominciato presto a usare i test per classificare le reclute. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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