Le Dogane si adegueranno così Niente nomi | né di compagnie né dei paesi di destinazione
Le autorità doganali dovranno adeguarsi alla sentenza del Consiglio di Stato, che apre una nuova fase per uno scalo italiano classificato come porto “Core” della rete transeuropea dei trasporti. Il porto fa parte del Corridoio Baltico-Adriatico. La decisione riguarda le modalità con cui saranno gestite le informazioni sulle operazioni: non dovranno essere indicati i nomi delle compagnie né i paesi di destinazione. Il testo non specifica quali procedure saranno adottate per applicare queste indicazioni.
Al di là delle aule di tribunale, la sentenza del Consiglio di Stato apre uno scenario inedito per il porto di Ravenna. Lo scalo è classificato come porto "Core" della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) e fa parte del Corridoio Baltico-Adriatico. Questa collocazione lo rende un terminal naturale per le merci che arrivano su ferrovia o su gomma dall’Europa centrale e settentrionale. Proprio perché inserito in questa rete, il porto beneficia di finanziamenti dell’Unione europea in quanto in grado di garantire infrastrutture adeguate anche al transito di mezzi e armamenti militari. Fino a oggi, i flussi di merci classificati in questo modo o prodotti dual use, destinati cioè a un possibile impiego sia civile sia militare, venivano gestiti attraverso protocolli riservati, come le altre merci in transito. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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