In mezzo ai blindati per evitare una ‘macelleria messicana’ parla la maestra del cordone di Torino | Dovevamo difendere quei ragazzi
«Ci siamo messi in mezzo per evitare quella che viene chiamata una “macelleria messicana”. Dovevamo difendere quei ragazzi»: così racconta una maestra che ha partecipato al cordone davanti ai blindati durante gli scontri a Torino. La donna ha spiegato di essersi interposta per proteggere i giovani presenti. La vicenda è avvenuta il 17 ottobre 2026.
Torino, 17 ottobre 2026 – “Ci siamo messi nel mezzo per evitare quella che viene chiamata una ’macelleria messicana’. Dovevamo difendere quei ragazzi”. Giulia Bertelli, 44 anni, è una degli insegnanti che venerdì si sono messi a protezione del corteo degli studenti di Torino, venuti a contatto con polizia e carabinieri in piazza Castello, dove si trova la Prefettura di Torino. Prima gli idranti, poi due cariche di alleggerimento, sassi e bottiglie che volavano, e loro, i professori, a gridare agli agenti in assetto antisommossa di fermarsi. “Però non mi chiami professoressa, io sono una maestra di scuola elementare a Settimo Torinese”, esordisce ricordando anche i ventidue anni d’impegno nel sindacato di base e l’incarico attuale come segretaria provinciale del Cub Scuola, Università e Ricerca di Torino. 🔗 Leggi su Quotidiano.net
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