Da Calvino a Cavour Quando la storia ha detto no al gioco d’azzardo e al lotto di Stato
Nel 2025, in provincia di Bergamo, 453 persone sono state prese in carico dai servizi specialistici per un disturbo da gioco d’azzardo. Il dato riporta al lungo rapporto tra gioco e istituzioni: nella storia italiana non sono mancati divieti e opposizioni al lotto di Stato. Il titolo richiama figure come Calvino e Cavour, ma il testo disponibile non specifica quale ruolo abbiano avuto nelle vicende legate al gioco d’azzardo.
Nel 2025 sono state 453 le persone che nella provincia bergamasca a essere prese in carico dai servizi specialistici per un disturbo da gioco d’azzardo. Questo dato non tiene conto di tutte le persone che giocano in modo problematico ma non chiedono aiuto. Alcuni ancora lo considerano un vizio, una sregolatezza, un velleitario tentativo di sfidare la sorte. La verità è che sarebbe molto più facile se fosse così, ma il gioco d’azzardo patologico va chiamato col suo nome: dipendenza comportamentale. Quando si pensa al gioco d’azzardo, immediatamente la mente va al tavolo verde, al poker, ai dadi, alle scommesse sulle corse dei cavalli. Rientra però nei giochi d’azzardo anche il gioco del Lotto, che con le sue estrazioni e le sue ruote fa parte della cultura italiana da ben prima dell’Unità dello Stivale. 🔗 Leggi su Bergamonews.it
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