La vita per il palco di Fiorenzo Grassi e il teatro segreto dei Navigli | il canto di Mia Martini il giovane Benigni la coda per Paolo Poli
Fiorenzo Grassi racconta l’infanzia nelle campagne intorno alla cascina Monluè: andava in bici lungo le rogge, dove l’acqua era trasparente e si trovavano sanguisughe. La chiesa e l’oratorio erano gli unici luoghi di svago.
Lui bimbo: le campagne intorno alla cascina Monluè, la bici, rogge e sanguisughe («L’acqua era trasparente»), la chiesa quale unico luogo di svago con l’oratorio. Tenetela a mente, la chiesa. Lui oggi, e stiamo parlando di Fiorenzo Grassi, ottant’anni di vita adesso celebrata da un documentario: due ore di conversazione per il Corriere trascorse a parlarci, anzi ad ascoltarlo, un grande dono, tante ne ha da narrare, tale è la memoria, nel teatro che dirige, l’Elfo Puccini. Non ci sono mai regole prestabilite, in una conversazione che comincia lasciandola andare un po’ a spasso. Grassi torna là. Subito. Vi si àncora. Alla chiesa di San Gottardo al Corso. 🔗 Leggi su Milano.corriere.it

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