Bankitalia | Con forti rincari delle materie prime e aumento dell’inflazione nel 2027 e 2028 sarà recessione
La Banca d’Italia conferma le stime sul Pil diffuse nei giorni scorsi in Parlamento, riviste al rialzo rispetto a giugno, ma avverte che uno scenario avverso, con forti rincari delle materie prime e un nuovo balzo del greggio, potrebbe azzerare la crescita quest’anno e portarla in negativo nel 2027 e nel 2028. Secondo le stime, l’aumento dell’inflazione accompagnerebbe la recessione nei due anni successivi.
La Banca d’Italia conferma le stime sul Pil diffuse nei giorni scorsi in Parlamento, riviste al rialzo rispetto a giugno, ma avvisa della forte incertezza che in caso di scenario avverso e un nuovo balzo del greggio potrebbe ridurre la crescita a zero quest’anno e portarla in negativo nei due successivi. Nelle proiezioni macroeconomiche per l’Italia nel triennio 2026-28 la crescita del pil prevista per il 2026 è a +1%, che si ferma a +0,9% tenendo conto delle variazioni stimate su dati trimestrali destagionalizzati e corretti per il numero di giornate lavorative. Per il 2027 la previsione è di +0,7 e 0,8%. Ma, spiega il bollettino economico, in caso di “rincari particolarmente marcati delle materie prime” e di un aumento dell’inflazione la recessione sarebbe alle porte, con il pil in calo di 0,3% in entrambi gli anni. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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