Avvelenate con ricina parla Gianni Di Vita | Non ho mai creduto volessero uccidermi | Nella scuola di Casacalenda a marzo rubati alcuni pc
Il marito e padre delle due donne avvelenate con la ricina ha detto di non aver mai creduto che qualcuno volesse ucciderlo. Lo ha dichiarato in un breve colloquio con un quotidiano.
"Non ho mai creduto che volessero uccidermi". Lo dice Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne avvelenate con la ricina a Pietracatella, in un breve colloquio con il Corriere della Sera. "Così come - aggiunge - non ho mai pensato che volessero uccidere mia figlia e mia moglie". Infine, rispondendo all'inviato del giornale che lo ha incontrato al cimitero del paese, sull'inchiesta in corso non si sbottona: "Lasciamo fare agli investigatori, sanno molte più cose di quello che immaginiamo"., La tappa finale è il liceo delle Scienze Umane di Casacalenda, è la scuola dove lavora Laura Di Vita, cugina di Gianni. Giovedì invece è... 🔗 Leggi su Tgcom24.mediaset.it
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Morte avvelenate con ricina, Gianni Di Vita “Non ho mai creduto che volessero uccidermi”, controlli sui computer di 4 scuole«Non ho mai creduto che volessero uccidermi», ha detto il marito e padre delle due donne morte per avvelenamento da ricina, parlando dal cimitero.
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Non ho mai creduto che volessero uccidermi. Lo dice Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne avvelenate con la ricina a Pietracatella, in un breve colloquio con il Corriere della Sera. Così come – aggiunge - non ho mai pensato che volessero uccider - Facebook facebook
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