Ex Ilva l’indotto chiede un Piano B al Governo | Taranto non diventi un’acciaieria per conto terzi
Le imprese dell’indotto dell’ex Ilva chiedono al Governo un piano alternativo nel caso in cui l’area a caldo chiuda definitivamente. La richiesta è che Taranto non diventi un’acciaieria per conto terzi, mentre resta aperta la domanda su quale ruolo avrà la città. Il tema riguarda il futuro delle attività legate allo stabilimento e delle aziende che lavorano nella sua filiera, ma nel testo non sono indicati dettagli sul piano richiesto.
Tarantini Time Quotidiano Che cosa resterà dell’ex Ilva se l’area a caldo dovesse chiudere definitivamente? E soprattutto, quale ruolo avrà Taranto nella siderurgia del futuro? Sono gli interrogativi che Aigi, l’associazione delle imprese dell’indotto, rivolge al Governo, chiedendo di mettere sul tavolo un’alternativa industriale concreta prima che sia troppo tardi. La preoccupazione è che lo stabilimento, un tempo il più grande d’Europa, finisca per trasformarsi in un semplice centro di lavorazione dell’acciaio prodotto altrove. Una sorta di “oleificio in conto terzi”, come lo definisce provocatoriamente l’associazione, dove altri soggetti industriali potrebbero utilizzare gli impianti per laminare ciò di cui hanno bisogno, lasciando ben poco all’economia tarantina. 🔗 Leggi su Tarantinitime.it
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