Alberto Ricci coordinatore dell' osservatorio Bocconi sulla sanità | Metà delle ricette non vengono erogate dal Ssn
«In media, una ricetta su due non si traduce in una visita o in un esame erogato dal Servizio sanitario nazionale». Lo afferma il coordinatore di un osservatorio universitario sulla sanità, indicando nell’appropriatezza prescrittiva un punto da cui partire per ridurre le liste d’attesa. La stima riguarda le ricette che non arrivano a una prestazione del Ssn, ma non sono forniti ulteriori dettagli sui dati o sulle cause del mancato accesso.
«È giusto partire dall’appropriatezza prescrittiva per ridurre le liste d’attesa. Pensiamo che in media il 50% delle ricette non si traduce in una visita o un esame erogato dal Servizio sanitario nazionale». Alberto Ricci è coordinatore di Oasi, l’Osservatorio sulle aziende e sul sistema sanitario Italiano del Cergas-Sda dell’università Bocconi. Perché la Regione non considera tutte le ricette appropriate, visto che sono firmate da un medico?«A volte il medico va incontro alle richieste del paziente. Altre volte il fenomeno deriva dalla medicina difensiva (cioè il professionista prescrive anche quello che non è necessario per proteggersi da eventuali azioni legali, ndr) o da una scarsa conoscenza delle linee guida per una specifica patologia. 🔗 Leggi su Milano.corriere.it

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