Vi spiego perché l’olio definito italiano nell’etichetta spesso non lo è

Notizia in breve

Un olio venduto come «italiano» o «comunitario» può provenire dal Nord Africa, mentre le scorte nei serbatoi sono quasi raddoppiate rispetto a un anno fa. È quanto sostiene un contenuto che mette a confronto le indicazioni riportate in etichetta e la provenienza dell’olio. Il testo segnala anche un aumento delle giacenze, arrivate a un livello vicino alla metà in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Non sono forniti dati sui quantitativi, sulle etichette interessate o sulle modalità con cui è stata verificata l’origine del prodotto.

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L’olio che nell’etichetta è definito come italiano o comunitario in realtà è nordafricano. Mentre quello in giacenza nei serbatoi aumenta fino a quasi la metà rispetto a un anno fa. A causa delle falle nel made in Italy. Cinzia Montemurro, genetista agraria dell’università di Bari, ha pubblicato uno studio che lo certifica sulla rivista scientifica Food. «Abbiamo una banca dati delle varietà che ci ha consentito, in un caso, di prendere in rassegna 28 campioni di olio. Alcuni mantengono fede all’etichettatura. In altri, etichettati come oli europei, abbiamo ritrovato invece la presenza di varietà extraeuropee», spiega oggi in un’intervista a Repubblica. 🔗 Leggi su Open.online

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